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Visualizzazione dei post con l'etichetta Redback

Hold On

Sono le tre di notte, nell'infermeria dell'Hub. C'è un silenzio assoluto, che stona col chiasso assordante che giusto ventiquattro ore prima o poco più ha animato quello stesso luogo: i commenti trascinati di Galen , le parole schiette di James , la voce pacificatrice di Armag , le frecciatine di Chloe , il sarcasmo amaro di Eldred . Ognuno di loro pronto a reagire in maniera diversa, di fronte alla consapevolezza di aver fallito. Come Jed, che ora è stabilizzato e dorme in quella brandina, di cui segue i parametri vitali, lasciando che il *bip* continuo le riempa la testa di qualcosa di diverso dalle parole degli altri.  Ha mentito .  Ha mentito a Jed quando gli ha assicurato che non avrebbe alzato le dosi di morfina. Nonostante sia "uno stronzo ed un coglione" , è ancora lì a pensare che alla fine non è arrabbiata con lui e che nemmeno lui dovrebbe esserlo. Ha mentito ad Heck , quando lasciandosi accompagnare docilmente dai suoi tentacoli ha prom...

Lento come morire

"Tutti muoiono un po' ogni giorno, ma io muoio più velocemente" Si ritrova a pensare, mentre se ne sta con gli occhi pallidi incollati sul soffitto dell'area relax dell'Hub. Le parole di Redback continuano a rimbombarle nel cranio per più tempo di quel che vorrebbe ammettere. " Sei soddisfatta, di tutto questo?" E se la frase di per sé ha poco significato, l'occhiata di quel ragazzino ce l'ha. La guarda come l'hanno guardata tanti altri, con fastidio, pena o timore, come si guardano i corpi malati, gli appestati. Come qualcosa di rotto, che ci si vuole togliere da sotto gli occhi. Non ha bisogno di mentire, nel dire che " quale che sia il prezzo, ne vale la pena ": non è una bugia. Ma nonostante la semplicità di questa verità, il suo peso è un macigno che le toglie il sonno. Perché il prezzo da pagare non è un semplice obolo, no. E' come una malattia, una cancrena che si mangia la carne e l'anima, rigettandola st...