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Choises

Le ali di Xynvahr fendono l'aria, smuovendola in moti turbolenti e agitati. La sua figura nera e minacciosa attira gli sguardi di tutti: i vigilanti, che si animano di nuova speranza, i Chop Suey che tremano alla sola vista. E lei è lì, issata come un'eroina vittoriosa, a dare speranza a quelle maschere in un bagno di sangue. Le dita sfiorano la corda dell'arco: l'ultimo dardo a sua disposizione si materializza e con esso una scelta. Sa di non poterli salvare tutti, li vede morire sotto il suo carro come mosche, quei compagni di lotta. Ma nonostante tutto, la sua coscienza scalcia.  Non passano che pochi secondi, ma sembrano un' eternità .  Da fuori la scelta sembra così semplice: tre vite contro una . La mano che regge la freccia, per la prima volta, trema . Non ha espressioni in quel volto privo di carne, incapace di versare anche una sola lacrima: quella scelta le si addensa dentro...e se fuori tace, dentro g r i d a .  Implora il suo perdono, ...

Compromises

L'ambiente intorno a lei è nero e grigio, privo di forme definite. Il naso le si riempe dell'odore della terra e del bosco, di umidità nel cuore della notte. Non c'è nulla di concreto, di materiale, ma percepisce il fresco dell'erba bagnata sotto i piedi, la brezza leggera del vento sulla pelle. Chiude gli occhi - nella sua mente si susseguono immagini veloci. Il coltello che tiene fra le dita - una lama d'ossidiana, nera e sgrezzata - taglia la carne del collo del malcapitato ai suoi piedi come fosse burro.  C'è sangue, sangue ovunque. Il rosso diviene il colore dominante, non c'è neanche un suono, neanche un lamento. Sente un tocco caldo e rassicurante, che le sfiora la spalla sinistra. Per qualche ragione, nei suoi sogni le mani dei Suo Signore sono sempre brucianti . "Conduis douchement, mon Herald"  Il sussurro è morbido ed invitante, sufficiente a farle scendere un brivido di piacere estremamente reale lungo la schiena. Nel bui...

Black candle

Una candela nera, che profuma di spezie, è tornata a bruciare al suo posto dopo settimane. L'altare di Baron Samedi, drappeggiato di nero, ha ripreso il suo legittimo posto nella stanza di Sidoine, dove il disordine provocato dagli ultimi cinque giorni di ronde e ritmi di veglia inumani diventa un mero contorno. Nel riparo e nella solitudine di quell'angolo buio dell'Hub, la candela rischiara il profilo di un vecchio tomo rituale, rilegato in pelle e dalle pagine ingiallite, che se ne sta aperto sulle sue gambe intrecciate. La torcia a pile che regge in mano illumina righe scritte in un francese desueto, dal contenuto carico di immagini: circoli magici, ingredienti occulti, tavole anatomiche dipinte a mano.  L'altra di mano regge una bottiglia di gin, consumata a metà. Vi si attacca giusto ora, pretendendo che quelle che scivolino sulle sue guance non siano lacrime. Anche nella sicurezza della sua stanza, il suo è un pianto composto, che non emette un suono...

Hold On

Sono le tre di notte, nell'infermeria dell'Hub. C'è un silenzio assoluto, che stona col chiasso assordante che giusto ventiquattro ore prima o poco più ha animato quello stesso luogo: i commenti trascinati di Galen , le parole schiette di James , la voce pacificatrice di Armag , le frecciatine di Chloe , il sarcasmo amaro di Eldred . Ognuno di loro pronto a reagire in maniera diversa, di fronte alla consapevolezza di aver fallito. Come Jed, che ora è stabilizzato e dorme in quella brandina, di cui segue i parametri vitali, lasciando che il *bip* continuo le riempa la testa di qualcosa di diverso dalle parole degli altri.  Ha mentito .  Ha mentito a Jed quando gli ha assicurato che non avrebbe alzato le dosi di morfina. Nonostante sia "uno stronzo ed un coglione" , è ancora lì a pensare che alla fine non è arrabbiata con lui e che nemmeno lui dovrebbe esserlo. Ha mentito ad Heck , quando lasciandosi accompagnare docilmente dai suoi tentacoli ha prom...